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GIORNATA MONDIALE DELLA VISTA

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Vi ricordiamo che oltre alle visite, anche per l'acquisto di occhiali, lenti a contatto e liquidi è possibile avere la detrazione IRPEF del 19% con la dichiarazione dei redditi

"Acquisto o affitto di protesi e di dispositivi mediciAcquisto o affitto di protesi e di dispositivi mediciSono detraibili alle condizioni di seguito indicate le spese sostenute per l’acquisto o l’affitto di dispositivi medici, categoria generica nel cui ambito sono riconducibili anche le protesi.Per fruire della detrazione è necessario che dalla certificazione fiscale (scontrino fiscale o fattura) risulti chiaramente la descrizione del prodotto acquistato e il soggetto che sostiene la spesa.La natura del dispositivo medico e della protesi può essere identificata anche mediante le codifiche utilizzate ai fini della trasmissione dei dati al sistema tessera sanitaria quali: AD (spese relative all’acquisto o affitto di dispositivi medici con marcatura CE) o PI (spesa protesica).
  • gli occhiali da vista e le lenti a contatto, con esclusione delle spese sostenute per l’impiego di metalli preziosi (oro, argento, platino) nella montatura. Nel novero di queste spese si possono includere anche gli oneri sostenuti per l’acquisto del liquido per le lenti a contatto indispensabile per l’utilizzazione delle lenti stesse (Circolare 03.05.1996 n. 108, risposta 2.4.5)"

CIT. guida al visto Ag. Entrate

 

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Reddito e pensione di cittadinanza: integrazione entro il 21 ottobre per le domande di marzo

Dal 4 ottobre la richiesta dall'INPS per l'integrazione

CAF CISL RDC

I beneficiari di reddito o pensione di cittadinanza che hanno sottoscritto la domanda nel mese di marzo, riceveranno un messaggio (mail o sms) dall’INPS a partire dal 4 ottobre che richiede di integrare la domanda presentata e accolta. Nel dettaglio viene richiesto di confermare la mancata sottoposizione a misura cautelare personale, anche adottata a seguito di convalida dell’arresto o del fermo, nonché la mancanza di condanne definitive nei dieci anni precedenti la richiesta per taluno dei delitti indicati all’articolo 7, comma 3, del decreto legge n.4/2019.
Al fine di garantire la continuità del pagamento del beneficio per il mese di ottobre, l'integrazione deve essere effettuata entro il 21 ottobre. Dopo tale data,  se non verrà effettuato l’aggiornamento obbligatorio, la prestazione sarà sospesa sino all’acquisizione della dichiarazione.

Si potrà completare la domanda attraverso il sito INPS anche senza avere il PIN, inserendo il numero di protocollo della pratica Rdc/Pdc, il codice fiscale del richiedente e il codice alfanumerico ricevuto dall’utente via mail/sms.

 

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ISEE 2019: arrivano i chiarimenti dell’INPS su durata e validità

L'Istituto di Previdenza specifica i periodi di riferimento da tenere in considerazione per redigere la Dichiarazione Unica Sostitutiva

Cambiano ancora le modalità e le tempistiche con cui è possibile presentare la Dichiarazione Sostitutiva Unica relativa all’ISEE.

Le informazioni arrivano dall’INPS che, in un comunicato stampa del 12 settembre scorso, fa il punto della situazione sia sulla DSU, sia sulla dichiarazione di situazione economica equivalente necessaria per richiedere, ad esempio, il reddito di cittadinanza e altre misure di sostegno alla povertà. Un intervento resosi necessario a seguito delle molteplici modifiche subite da questo strumento nel corso degli ultimi mesi e delle ultime settimane. Tanto per fare un esempio, la Dichiarazione Sostitutiva è stata modificata sia dal Decreto Crescita, di fine giugno 2019,  sia dal Decreto Crisi Aziendali e Tutela del Lavoro, pubblicato in Gazzetta Ufficiale a inizio settembre.

A essere cambiate, in particolare, sono le date di validità dell’ISEE e i periodi di riferimento da prendere in considerazione in fase di compilazione delle informazioni. Come si legge nel comunicato stampa dell’Istituto di Previdenza, il 2019 in corso può essere considerato come un anno “di transizione”, mentre a partire dal 2020 le nuove modalità entreranno “a regime”. Sempre che, ovviamente, non intervenga un’altra modifica legislativa a cambiare le carte in tavola.

Partiamo dal primo fattore: il periodo di validità dell’ISEE. Tutte le dichiarazioni ISEE realizzate dopo il 1 settembre 2019 avranno validità fino al 31 dicembre 2019. Dal 1 gennaio 2020 e per gli anni a seguire le dichiarazioni ISEE avranno validità dal giorno nel quale sono state presentate fino al 31 dicembre dello stesso anno.

Quello che abbiamo definito “periodo di transitorietà” del 2019 è valito anche per i periodi di riferimento che devono essere considerati al momento della compilazione della Dichiarazione Unica Sostitutiva. Come si legge nel comunicato dell’Istituto di previdenza, per l’elaborazione dell’ISEE 2019 si dovranno prendere in considerazione i redditi percepiti nel 2017 e i patrimoni posseduti al 31 dicembre 2018. “Questo – afferma l’INPS – per effetto delle modifiche introdotte dal d.l. 101 del 3 settembre 2019 al c.d. Decreto crescita (d.l. 30/4/2019, convertito dalla l. 58 del 28/6/2019), che a sua volta aveva modificato la disciplina del d.lgs. 147 del 15/9/2017”.

Per l’elaborazione dell’ISEE 2020 e di quella degli anni a seguire dovranno essere presi in considerazione i redditi percepiti e i patrimoni posseduti di 2 anni prima. Per l’ISEE 2020, dunque, si dovranno presentare i documenti relativi al 2018.

 

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